mercoledì 23 marzo 2011

Cosa sono ora

Orsi, controcanti, ballare su Pyramid Song, file di parole. E in fondo un po' di amore, anime belle, legno buono, purezza della malattia e bellezza. Lana grezza non lavorata. T'aspetto, t'aspetto, t'aspetto.
T'aspetto sul letto corto in malattia e la butterò sul ridere, e credo nelle note come acqua santa.
Torni, torni, torni, poi m'appiccico poi scompari, chi sei, chi sono, cosa sarò, cosa ho fatto, diomio, cosa ho fatto.
Tornerò, tornerò, abbracci spezzati, abbracci di una settimana fa, devi andare?
perché io, perché io? perché io?
Io ho la storia, tu metti i disegni - ti avevo risposto e mi abbracciavi.

ma è lontano
ma è lontano
mi distrugge
mi distrugge
mi anima
mi nutre
e mi dona
e mi mangia
e dove sei
e dove sei
e dove sei
quando torni
se torni

ancora, di nuovo, sempre, sul letto corto
dove sei se la notte non dormi?


pausa da tutto
Jet Plane dei Papercuts
commiato e titoli di coda



tornerò.

lunedì 14 marzo 2011

Shakedown 1989

Sulla scia dell'ondata nostalgica promossa da schiaffino (hai proprio ragione, il sito della Mulino Bianco è un covo di biscottari che piangono sul làttebbiscotti versato), oggi ho fatto un tuffo all'indietro di 22 anni (!) e, nel reparto regazzini barra audiolibri della Biblioteca Tiraboschi, ho cercato e trovato lui:

Uscito nell'aprile del 1989, Il Cantastorie di Roberto Piumini ha prepotentemente occupato per parecchio tempo una fetta del mio cuore. All'epoca avevo poco più di 3 anni e mio padre, che faceva il bibliotecario, mi portava in esclusiva un sacco di libri bellissimi. Ma nessuno come Il Cantastorie ha superato la prova della memoria e del tempo che tutto fagocita e tutto cancella. Ho conservato preziosamente quelle storie ma soprattutto le 4 canzoni musicate da Giovanni Caviezel, semplici e pure come la magia dell'infanzia, abbinate ai disegni - stupendi - di Anna Curti. M'hanno sempre accompagnato: le cantavo per tener vivo il ricordo, le proponevo a chi le aveva dimenticate o a chi non le aveva mai conosciute, le dedicavo alle persone amate.
Ascoltate ora mi fanno sciogliere come Olivia di Braccio di Ferro.
Ed eccole qui, per voi, caricate su SoundCloud: c'è la storia dell'orso annoiato e quella della mucca golosa di fiori (le due che mi ricordavo di più), quella dell'ippopotamo pancione e l'ultima, toccante, su un ritmo di liscio/valzer su cui avrebbe potuto benissimo cantare Nilla Pizzi (pace all'anima sua), la storia dell'innamoramento della farfalla colorata e del fiore raro.


p.s. Dente o Alessandro Fiori dovrebbero fare una cover di Volava la farfalla

sabato 12 marzo 2011

Un altro giro di giostra

Mi sono chiesta più volte se il freddo o il caldo o la pioggia o la nebbia o la neve hanno un odore o un sapore. Le stagioni m'invadono la bocca e mi salgono su per le narici e mi suggeriscono sensazioni e gusti. A me per esempio la primavera sa di torta di mele un po' farlocca. Tipo quelle che compri all'Auchan e che recano l'indicazione "prodotto ottenuto da semilavorato surgelato". Ne sento l'aroma, ne riconosco il gusto, ma definirla "torta di mele" con tutti i santi crismi sarebbe azzardato. Però l'etichetta porta quella dicitura e ci si vuole credere.
A me la primavera dà quella sensazione lì, d'incompiutezza e di attese. C'è un sentore piacevole in sottofondo, un anelare a qualcosa d'altro. C'è quel gradevolissimo tepore che vorrebbe essere calore ma che calore non è. E' un timido ed impacciato affacciarsi del sole che non sa imporsi sulle nuvole, infatti dopo qualche ora vedi già che il cielo è grigio e che andrà a piovere per una settimana di fila. E' un lento trascolorare di sorrisi e mestizie, di caloriferi spenti ed accesi, di té freddi e cioccolate bollenti.
La primavera è per i lunatici.

on air: Papercuts - I'll See You Later, I Guess

mercoledì 9 marzo 2011

Colla vinilica e gomma americana più lana di vetro - che poi si chiama feltro

Il pangocciole sbocconcellato dei bimbi orientali, 18enni che affermano "ci son passata anch'io" come se fossero completamente consumate, e ricordano i loro 15 anni pieni di gioventù. Allora nutrimi di sorrisi adolescenti o pre puberali, di ore ed ore ed ore passate a darsi pugni per non fare l'amore, per non chiamarsi amore, per fuggire dagli assiomi o da... 
...15enni pieni di gioventù sciupati dalle grinze, avvolti in garze sterili proteggon cicatrici.
Mosca, e se tu vedi in me qualcosa da proteggere allora abbracciami poi bendami con calze fuxia e fammi 4 domande aperte e passami la tua gomma americana.
 

tu che t'accartocciavi mesta tra le righe del sospetto

sempre sul letto corto

sempre sul corto letto.


ti amo o non ti amo lo diranno poi gli altri

intanto noi copriamoci con la lana di vetro

martedì 8 marzo 2011

Anema e kore

Suonini dubstep.

venerdì 4 marzo 2011

Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica

Oggi
m'è arrivato un harmonium elettrico degli anni '60 made in Italy (eccolo, 1 e 2) che sa di cantina e di chiuso, che se attacchi la presa la ventola inizia a ronzare in modo pauroso ma il suono
il suono
il suono scalda l'animo.
Volume non regolabile. O così o pomì.
E quando fai un accordo di do te pare d'esse' in chiesa e che da un momento all'altro partano le beghine con le loro voci scartavetrabili. Sarà felice la mia vicina di sotto, pia donna con qualche rotella fuori posto.

Oggi
uno dei tanti scemi del mio villaggio (ce ne sono almeno 3, io ho beccato quello appassionato di oroscopo cinese che chiede a tutti la data di nascita e ti informa che sei bufalo, toro, corvo, cavallo etc etc) ha preso l'autobus con me.
A volte gli do corda, oggi non ne avevo voglia quindi quando m'ha chiesto se ero felice (sì, fa domande di questo tipo dopo aver sbrigato la pratica "oroscopo cinese" - che è poi il suo goffo modo di approcciarsi alle persone), quindi, dicevo, quando m'ha chiesto se ero felice gli ho risposto "non particolarmente". Lui è rimasto malissimo e m'ha chiesto perché.
"fatti miei".

manco Raz Degan.

Poi un ragazzo di fronte a me, divertito, ha iniziato a rispondere alle sue domande, e dopo essersi sentito dire che era tigre, ha detto allo scemotto del mio paese (a titolo informativo: ha 50 anni), che ero triste perché "eravamo strasotto con gli esami". Sono stata al gioco: abbiamo fatto finta di conoscerci, abbiamo inventato pure una storia d'amore e dei corsi universitari fasulli ("pedagogia morale"). Non so perché. Volevamo vedere la reazione dello scemo? O forse era uno di quei momenti di complicità estemporanea che si vivono solo sui mezzi di trasporto? Non so, a me ha ricordato il film Before Sunrise. Solo che questo ragazzo non era esattamente Ethan Hawke, e Vienna era in realtà un triste paesino della provincia di Bergamo.
Poteva anche piacermi come situazione: giocosa, improvvisa, senza nessun impegno, fantasiosa. Sembrava il film Fuori Orario di Scorsese con una trama aperta e non fissata. Il copione si sviluppava sotto i nostri occhi, lo stavamo scrivendo noi. Era tutto così Nouvelle Vague.

Peccato che il ragazzo s'è fatto il segno della croce quando l'autobus è passato davanti al cimitero. Un altro triste bigotto narrow-minded dell'alta-bassa bergamasca.
Fine della fantasia (sempre che fosse iniziata).

martedì 1 marzo 2011

La famosa invasione di Podington Bear

Questa è la storia di un orso che fa musica.
Tra il 2007 e il 2008 ha pubblicato un qualcosa come 156 brani, 3 canzoni alla settimana per un anno via podcast su iTunes. Tutta la sua storia la potete leggere qui. P-Bear, come ama anche chiamarsi, ha rifatto un esperimento simile l'anno successivo e ancora nel 2010. La sua è musica per stare a bocca aperta su un prato, folktronica e ghirigori, disegni e polpastrelli colorati, la colonna sonora ideale con cui farei crescere mio figlio. (Cioé, non capisco come Art Attack non abbia assunto Podington Bear a curare le musichette di sottofondo. Misteri.)
Potete ascoltare tutta la sua (corposa) produzione in modo sciolto qui, dove troverete in modo abbastanza confusionario una caterva di brani. Cerchiamo di fare ordine: partendo dai più recenti troviamo i podcast (o episodi) di ciò che viene definita "Third Season", l'esperimento del 2010 scaricabile free da iTunes e che comprende, credo (non sono sicura, non l'ho ancora ascoltato) oltre ai brani originali di P-Bear anche delle riletture di altri pezzi; poi abbiamo vari remix (davvero carucci); poi brani che sono stati accorpati in Growly Tum (scaricabile aggratis qui) e che costituiscono la "Second Season" dei podcast ; infine i 156 brani della titanica "First Season" del 2007-2008 assemblati nel Box Set che comprende 135 brani. I restanti 21 sono scaricabili gratuitamente qui e qui.
E dopo il doveroso elenco, ecco un assaggino:



Chi sta dietro a questo delizioso progetto è Chad Crouch, disegnatore, musicista e fondatore della Hush Records, etichetta indipendente americana che ha pubblicato degli altrettanto deliziosi album (i packaging sono piacevolissimi a vedersi e a toccarsi) come 7fingers di Nils Frahm & Anne Mueller, un disco stupendo che non esagero se dico che varrebbe mille acquisti.

(io nel frattempo mi sono lasciata tentare dal Box Set dell'orso)