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domenica 1 maggio 2011

Beato me

"Cosa c'è stasera in tele? Tutto Papa, no?"
"No, beh, se vai su RealTime fanno le solite cose...."
"Magari faranno una versione speciale.....Ma come ti vesti, Giovanni Paolo?"
E m'immagino Carla ed Enzo (immortalato nel bel post della Chacha) in missione speciale al Vaticano dopo aver visionato il disperato annuncio di un ancora cardinale Ratzinger: "Mi hanno tetto che la Chiesa si defe rinnofare per antare incontro ai ciofani. Parlo a nome dei cartinali e dei fescofi, Ciofanni Paolo, non ti abbiamo mai fisto con un paio di cceans. Enzo e Carla, fate il miracolo".
Ed Enzo e Carla che, avendo passato in rassegna il guardaroba di Giovanni Paolo ("e questo cos'è?, per fortuna che sono forte di cuore, sennò mi sarebbe venuto un infarto.....la stola di ermellino? Ma non sai che ormai è di tendenza l'eco-friendly? E poi basta vestirsi di bianco, si sa che il nero sfina...Giovanni, Giovanni! O Paolo? Come preferisci che ti chiami? Karol, forse?"), gli consegnano la carta di credito da 1500 euro, gli impartiscono i 6 comandamenti del "mai più con...." e "mai più senza...." e gli svelano il segreto: i jeans hanno bisogno degli accessori! "Quindi, John, ricordati che per l'aperitivo dopo il Concilio Vaticano, una bella zampa d'elefante non te la toglie nessuno."

E la fantasia galoppa.
A proposito di Vaticano, è uscito da pochissimo il bel dischetto dei Cat's Eyes, un duo formato da Faris Badwan dei The Horrors e la bella Rachel Zeffira, che ci propone un impasto dream/sixties/classicheggiante vagamente alla Burt Bacharach, Lee Hazelwood e i Broadcast (!), per non dire gli Stereolab.
Beh, che c'entra il Vaticano?
Sentite un po' qui.



p.s. qui, e altri punti del disco, mi ricordano Danny Elfman, il compositore delle colonne sonore dei film Tim Burton

venerdì 4 marzo 2011

Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica

Oggi
m'è arrivato un harmonium elettrico degli anni '60 made in Italy (eccolo, 1 e 2) che sa di cantina e di chiuso, che se attacchi la presa la ventola inizia a ronzare in modo pauroso ma il suono
il suono
il suono scalda l'animo.
Volume non regolabile. O così o pomì.
E quando fai un accordo di do te pare d'esse' in chiesa e che da un momento all'altro partano le beghine con le loro voci scartavetrabili. Sarà felice la mia vicina di sotto, pia donna con qualche rotella fuori posto.

Oggi
uno dei tanti scemi del mio villaggio (ce ne sono almeno 3, io ho beccato quello appassionato di oroscopo cinese che chiede a tutti la data di nascita e ti informa che sei bufalo, toro, corvo, cavallo etc etc) ha preso l'autobus con me.
A volte gli do corda, oggi non ne avevo voglia quindi quando m'ha chiesto se ero felice (sì, fa domande di questo tipo dopo aver sbrigato la pratica "oroscopo cinese" - che è poi il suo goffo modo di approcciarsi alle persone), quindi, dicevo, quando m'ha chiesto se ero felice gli ho risposto "non particolarmente". Lui è rimasto malissimo e m'ha chiesto perché.
"fatti miei".

manco Raz Degan.

Poi un ragazzo di fronte a me, divertito, ha iniziato a rispondere alle sue domande, e dopo essersi sentito dire che era tigre, ha detto allo scemotto del mio paese (a titolo informativo: ha 50 anni), che ero triste perché "eravamo strasotto con gli esami". Sono stata al gioco: abbiamo fatto finta di conoscerci, abbiamo inventato pure una storia d'amore e dei corsi universitari fasulli ("pedagogia morale"). Non so perché. Volevamo vedere la reazione dello scemo? O forse era uno di quei momenti di complicità estemporanea che si vivono solo sui mezzi di trasporto? Non so, a me ha ricordato il film Before Sunrise. Solo che questo ragazzo non era esattamente Ethan Hawke, e Vienna era in realtà un triste paesino della provincia di Bergamo.
Poteva anche piacermi come situazione: giocosa, improvvisa, senza nessun impegno, fantasiosa. Sembrava il film Fuori Orario di Scorsese con una trama aperta e non fissata. Il copione si sviluppava sotto i nostri occhi, lo stavamo scrivendo noi. Era tutto così Nouvelle Vague.

Peccato che il ragazzo s'è fatto il segno della croce quando l'autobus è passato davanti al cimitero. Un altro triste bigotto narrow-minded dell'alta-bassa bergamasca.
Fine della fantasia (sempre che fosse iniziata).