giovedì 16 giugno 2011

Abbracci all'albicocca

Ahi, mi pungi!

Con le donne non c'è questo problema, mi sono detta più volte. Con le donne ci sono ben altri problemi. C'è che ultimamente, ad esempio, non riesco più ad ascoltare certi dischi. Li evito proprio: mi assale una brutta sensazione, un mal di pancia fortissimo, un senso di pesantezza, come quando ci si alza e si ha il sedere anchilosato e le gambe indolenzite.

E poi faccio di tutto per circumnavigare certi pensieri, tipo Stretto dei Dardanelli, Bocche di Bonifacio, maelstrom norvegesi. Tu sei quella cazzo di corrente che trascina giù. Sei la roccia appuntita che non t'aspetti e ti squarcia metà nave. Mi fai battere i denti e serrare le mascelle. Mi pungi!

Vorrei ricominciare a vivere ogni giorno come il tizio di Memento. Ogni giorno imparare i passi elementari, le minime parole per stringere contatti, rieducarmi all'amore. E rimuovo le cose vecchie, inconsapevolmente. Non sogno più, solo ricordi sfumati, sbiaditi, appannati.

Lambisco la vita, per quanto possibile sia farlo. La tocco da lontano, la assaporo con aromi e coloranti. Ma mi chiedo, ogni tanto, com'era vivere davvero. Buttarsi a capofitto, bruciare, dannarsi e maledire tutto.

Ora si cerca di limitare i danni. E via di bende e ferite, e false partenze, e nuovi sapori che mi tengono aggrappata a un'imitazione di vita, a una pallida impressione. E balsami lenitivi curano la mia pelle, e tu, nonostante lontana, mi nutri di abbracci all'albicocca.

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