Finite le lezioni, mi dirigo verso la stazione insieme a una mia compaesana. Ci ferma il solito venditore molesto. Ci chiede come ci chiamiamo. “Elena”, risponde la mia compagna, sgamata, che invece di nome fa Letizia. “Marisa!”, mi metto a improvvisare anch’io su modello dell’amica, dimostrando peraltro poca dimestichezza con l’onomastica di fine secolo. Ma il sotterfugio viene scoperto dall’ambulante di turno nel giro di pochi secondi: gli basta leggere il mio vero nome sulla collanina che ho addosso. A metà anni ’90 era di gran moda l’oggettistica anagrafica. Una fatica per trovarla, tra file di monili con su scritto “Maria” e “Paola” e “Elena”, e ora mi ripaga tradendomi! Capisco di avere sul serio poche probabilità di sopravvivere.
martedì 1 novembre 2011
il RETRORMENTONE non muore mai (manco il giorno dei morti). Numero 10 e via.
Finite le lezioni, mi dirigo verso la stazione insieme a una mia compaesana. Ci ferma il solito venditore molesto. Ci chiede come ci chiamiamo. “Elena”, risponde la mia compagna, sgamata, che invece di nome fa Letizia. “Marisa!”, mi metto a improvvisare anch’io su modello dell’amica, dimostrando peraltro poca dimestichezza con l’onomastica di fine secolo. Ma il sotterfugio viene scoperto dall’ambulante di turno nel giro di pochi secondi: gli basta leggere il mio vero nome sulla collanina che ho addosso. A metà anni ’90 era di gran moda l’oggettistica anagrafica. Una fatica per trovarla, tra file di monili con su scritto “Maria” e “Paola” e “Elena”, e ora mi ripaga tradendomi! Capisco di avere sul serio poche probabilità di sopravvivere.
domenica 23 ottobre 2011
La tua nave in feltro
chiusa a due mandate
ebbe due movimenti,
andata e ritorno:
da camera mia
al tuo pavimento
e da quella panchina
al mio armadio.
Dal tuo cuore di piombo
al mio cuore di vetro
dal tuo cuore in stagno
al mio cuore di feltro.
Cuciture grossolane
alla nave e
al mio cuore.
mercoledì 5 ottobre 2011
ll RETRORMENTONE numero nove - edizione speciale
cresceranno i seni
chi ti prende in giro sono dei ragazzi scemi
sabato 24 settembre 2011
Le labbra di un comprovato sempliciotto
Ricordo che 10 anni fa continuavo a pensare dove ero e cosa facevo nel 1994, quando Kurt s'era sparato, e mi sforzavo di trovare una qualche notizia assorbita dall'incoscio, una memoria sopita, una foto su un giornale. Cercavo di riportare a galla ricordi inesistenti. L'unica immagine che mi veniva in mente ero io in cucina a fare i compiti, aspettando alle 16 i Power Rangers.
il capitombolo che ti stai preparando a fare...è un tipo speciale di capitombolo, orribile. A chi precipita non è permesso di accorgersi né di sentirsi quando tocca il fondo. Continua soltanto a precipitare giù. Questa bella combinazione è destinata agli uomini che, in un momento o nell'altro della loro vita, hanno cercato qualcosa che il loro ambiente non poteva dargli. O che loro pensavano che il loro ambiente non potesse dargli. Sicché hanno smesso di cercare. Hanno smesso di cercare ancor prima di aver veramente cominciato...
sabato 17 settembre 2011
Il RETRORMENTONE numero otto
Tutti penserete: eccheccazzo, ma che tamarrata è? Avete ragione, la copertina è di un volgare assurdo, ma non è niente in confronto al video pomeridiano in cui delle fighe palesemente rifatte e semi vestite testano strumenti da bricolage sculettando e sudando: la parte migliore è quando la tipa bionda fa ballare le sue tette di granito usando il martello pneumatico ottenendo un'oscillazione minima del seno, roba che se lo facessi io probabilmente rischierei di schiaffeggiarmi con un capezzolo. Questo video lo consiglio caldamente alle fan del "Corpo delle donne".
L'altro video, invece, quello serale, quello da intellettuali, lo trasmettevano di notte su Brand New (è quello che io ho visto come primo) e non ha niente da invidiare ad un Michel Gondry. No, vabbè, sto esagerando. E' in ogni caso un video piacevole da guardare: ad accoglierci alla prima (e direi anche ultima inquadratura, perché in pratica non cambia mai) quattro simpatici personaggi vestiti come i nerd di oggi, con gli immancabili occhialoni e capelli impomatati, in posa da "ritratto di famiglia".
martedì 6 settembre 2011
Il RETRORMENTONE numero sette
venerdì 26 agosto 2011
Il RETRORMENTONE numero sei
2000. Ascolto What Can I Do dal cd Unplugged, uno dei primi dischi originali che la mia collezione abbia mai visto. Mi innamoro di Andrea Corr.
2000 (pochi mesi dopo). Scopro che Andrea Corr e Robbie Williams hanno avuto un flirt. Invidio Robbie e mi abbandono al momento pseudopunk della mia adolescenza. Basta melensità.
2005. La mia allenatrice di pallavolo Silvia, che mi sta simpatica un casino, ci porta in Val Gerola a fare il campo estivo. Durante l’andata mi siedo davanti (sono la più alta) mentre lei guida e altre mie tre compagne stanno dietro. Noto un cd dei The Corrs nel portaoggetti, metto su Breathless e dentro di me moltiplico la mia stima per lei. Le chiedo di darmi il cinque.
2011. Son passati più di dieci anni e ogni tanto mi sento ancora così. Disillusa e romanticamente ancorata alle immagini platoniche di Piccoli Problemi di Cuore e delle letterine romantiche che ti scrivi con i compagni di classe, passate sottobanco tramite una catena di 18 mani durante le ore di Educazione Tecnica. Anelo ancora e sospiro nell’incontrare la mia metà perfetta di mela, la persona ideale a cui cantare soavemente queste parole zuccherate. Utopia, direte voi. Io vi rispondo che sognare è gratis, e che l’esser disillusi già prima dei sessant’anni e semplicemente triste.

venerdì 5 agosto 2011
Il RETRORMENTONE numero quattro e cinque



venerdì 29 luglio 2011
Candy Claws, basta un dream pop di zucchero
giovedì 28 luglio 2011
Il RETRORMENTONE numero tre

Se chiudo gli occhi e ripenso alle estati passate, a parte l'odore di crema solare e la sabbia ovunque (sempre) mi vengono in mente anche un paio – no, moooolti di più – di pezzoni che solo all'idea fanno muovere piedino, collo e perchè no, intonare anche qualche frase!
Ma ve la ricordate Candela (tornata in auge grazie agli Ex-Otago)? O il filmone-one-one re degli anni '90 con Raul Bova e delle sue avventure estive con Sofia del Liechtenhaus e quella popò di colonna sonora?
Insomma, gli anni della mia infanzia – feat i discutibili gusti musicali di mia madre - mi permetterebbero di passare settimane intere e di scrivere centinaia di questi articoletti, ma si sa, nella vita c'è sempre un solo vincitore, e per quest'edizione 2011 del Ret(r)ormentone – suona troppo a Festivalbar? Perfetto!! - io ho scelto loro: gli Ace Of Base!
Chi sono? State scherzando, vero??
Provengono da una delle terre – musicalmente parlando – più affascinanti; quella culla svedese madre del pop di qualità, capace di sfornare prodotti come Radio Dept. , Palpitation, Jens - meraviglia - Lekman, Lacrosse, Shout Out Louds, The Tallest Man On Heart (e tanti, tantissimi altri!).
Tutte queste preziosità musicali devono ringraziare gli Ace Of Base per aver fatto sì che il mondo intero si ricordasse della Svezia e apprezzasse i suoi musicali frutti.
Belli, biondi, mainstream, sulla cresta dell'onda per tutti gli anni '90. Un pop ballabile, canticchiabile, sono addirittura entrati nei Guinnes dei Primati con il loro Happy Nation, che nel '93 fu l'album di debutto più venduto con oltre 20 milioni di copie andate a ruba!
Insomma, se c'è un pezzone che ha segnato definitivamente la mia infanzia è questo.
Dovrebbero canticchiarlo tutti, ogni estate, quindi ripetete con me: all that she wants is another baby, she's gone tomorrow boy, all that she wants is another baby, ohh ohh ohhh.
Un affettuoso ringraziamento a Ramona.
martedì 19 luglio 2011
Magari ti chiamerò.....
lunedì 18 luglio 2011
Il RETRORMENTONE s'è fatto rubrica+primo contributo esterno

lunedì 11 luglio 2011
Passammo l'estate su una spiaggia solitaria: il RETRORMENTONE
"Esistono due tipi di nostalgia. "La prima, la nostalgia personale, è legata alle esperienze personali dirette dell'individuo. La seconda, è la nostalgia storica, relativa a un periodo non vissuto personalmente. La prima evoca la consapevolezza di sé, la seconda l'empatia."
Carlo Meo, Vintage Marketing (2010)
venerdì 8 luglio 2011
Futurism vs. Passéism
Scommetto che non ricordi la canzone con cui hai iniziato a strimpellare la chitarra. I primi calli, le stonature, le dita goffe che non riuscivi a piegare. Guardavi scettico la tablatura e scuotevi la testa, strabuzzando gli occhi, e accennavi a un sorriso. Le chiamavi "dita a ragno" e ridevi un sacco. A me ricordava un gioco pauroso che mi faceva sempre mia mamma: la temibile morsa (che lei mimava con la mano ad artiglio) che scendeva in picchiata per portare via i bambini dalle loro madri. La tua prima chitarra l'hai chiamata Martina.

sabato 25 giugno 2011
Bergamo is in my ears and in my mind

domenica 15 maggio 2011
Pillow talk












