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martedì 24 maggio 2011

Fai ciao con la manina

Concedersi il lusso di piangere nei luoghi pubblici in date che sembrano scadenze e non c'è mica scritto "preferibilmente". E la vita passata e futura, dietro le spalle, che pullula e smania nel suo divenire enciclopedica. Ti passa a un millimetro dal naso e ti sfiora, si permette persino di porre un'ipoteca sui tuoi sentimenti. Ti costringe a ricordare dolorosamente.
Tutti i mesi, i baci, lacrime, parole spese, li leggo di nuovo sulla mia pelle, li risento in note, li scorgo in angoli polverosi apparentemente dimenticati. Ed eccoti lì di nuovo, che fai capolino da una stazione della metropolitana, dal resto in spicci o dal cartellone degli arrivi/partenze.
Ti cancello come i treni regionali di ieri.


eyes open, shut your eyes.


martedì 3 maggio 2011

Buon appetito, amore mio

.................................quando fai la spesa cosa comperi, di che colore hai colorato i mobili, vorrei non sapere più nemmeno dove abiti..................................................

mercoledì 23 marzo 2011

Cosa sono ora

Orsi, controcanti, ballare su Pyramid Song, file di parole. E in fondo un po' di amore, anime belle, legno buono, purezza della malattia e bellezza. Lana grezza non lavorata. T'aspetto, t'aspetto, t'aspetto.
T'aspetto sul letto corto in malattia e la butterò sul ridere, e credo nelle note come acqua santa.
Torni, torni, torni, poi m'appiccico poi scompari, chi sei, chi sono, cosa sarò, cosa ho fatto, diomio, cosa ho fatto.
Tornerò, tornerò, abbracci spezzati, abbracci di una settimana fa, devi andare?
perché io, perché io? perché io?
Io ho la storia, tu metti i disegni - ti avevo risposto e mi abbracciavi.

ma è lontano
ma è lontano
mi distrugge
mi distrugge
mi anima
mi nutre
e mi dona
e mi mangia
e dove sei
e dove sei
e dove sei
quando torni
se torni

ancora, di nuovo, sempre, sul letto corto
dove sei se la notte non dormi?


pausa da tutto
Jet Plane dei Papercuts
commiato e titoli di coda



tornerò.

domenica 27 febbraio 2011

La femme qui marche (à A. Giacometti)

La bellezza uccide
punge
distorce lo sguardo
lo fa volgere altrove,
su lidi mediocri
su aliti di vento tiepido
su lingue di terra dove né te né io poggeremo i nostri palmi.
La bellezza che esce dalla cornice
che rompe le barriere
e ti porge la mano,
ti accarezza e ti stringe,
poi ti dice addio, arrivederci, e ancora addio.
L'ho incontrata un giorno
e sono inciampata in me stessa.
Spiazzante,
la purezza della malattia.

giovedì 24 febbraio 2011

Forme tondeggianti vagamente cuore

Vorrei avere un tratto pen che fila via leggero e zigzaga intorno alla tua mano. Avrò il suo contorno e stringerò quello quando sono sola. Un pezzo di carta bidimensionale come i guanti del supermercato che non riesci mai a prenderne uno, è un mistero, te ne ritrovi sempre due o tre, e ancora più buffo quando metti il pollice nel mignolo e maneggi un pomodoro come se fosse la prima volta. E poi sostare al reparto cartoleria come da piccola ad ammirare tutti i colori degli evidenziatori gialloverdeazzurrocielo e quel colore indistinto tra l'amaranto e il salmone che più che sottolineare martoriava la pagina. E sentire la carta ruvida dei fogli formato a5 non so se sia giusto il formato comunque quelli per disegnare. A me piaceva vedere come si consumavano col tempo i triangolini che fermavano i fogli sui 4 angoli. E perdere tempo a scegliere il diario, quasi si appoggiava l'orecchio e si batteva per sentire se era buono, come si fa con i cocomeri.
Poi sono dovuta crescere, ma i miei 5 minuti con i colori ancora ce li ho. Mi sfrego forte gli occhi....e lascio la mano. Poi vedi che succede.

Nils Frahm - Said and Done