Ascoltare e rabbrividire.
Il primo esempio è volutamente pacchiano. Bob Sinclar è il re dell'house politically correct e piaciona e, dopo l'Americano (pa-pa-papàra) di Carosone, quest'estate si danzerà con questo. (n.b. La Raffa come Lady Gaga che, in Alejandro, fa riferimento proprio la Carrà? E' una gara a indovinare chi cita chi, chi rincorre chi...)
Il secondo esempio fa riflettere sulla direzione che sta prendendo l'hype musicale in questo 2011 contrassegnato dal dubstep e da tutte le sue inflessioni.
Osannato da Pitchfork (ma non solo), scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale, è giunto a noi il progetto di un ventenne canadese, The Weeknd. 11 canzoni imbarazzanti con strutture armoniche ripetitive e noiose, abuso di autotune e falsetto su voce r'n'b, abuso di fuck, abuso di synth mal calibrati.
Ma soprattutto viene perpetrato un crimine orrendo: l'impietosa profanazione dei Beach House, campionati ed effettati con un high pitch che fa diventare la voce di Victoria Legrand uno sgradevolissimo cinguettio.
Ecco il risultato:
p.s. non contento di aver deturpato Master of None, i Beach House vengono seviziati anche qui.