"Quello che domina attualmente in ogni dove, soprattutto nel nostro secolo, ma che non è ancora concluso, non è ancora giunto al termine. Giacché ognuno tenta di separare al massimo la propria individualità, vuole sperimentare in se stesso la pienezza della vita; ma, al contrario, tutti i suoi sforzi non raggiungono la pienezza della vita, bensí l'autodistruzione, giacché, invece di realizzare pienamente il proprio essere, l'uomo si chiude nell'isolamento più completo. Giacché tutta l'umanità nel nostro secolo è sgretolata in singole unità, ognuno si isola nella propria tana, si allontana dagli altri e si nasconde, e nasconde quello che possiede, e finisce per alienare se stesso dagli uomini ed alienare gli uomini da sé. Accumula ricchezze in solitudine e pensa: "Quanto sono forte adesso, quanto sono al sicuro", e non sa, pazzo com'è, che quanto più accumula, tanto più affonda nell'impotenza autodistruttiva. Giacché è abituato a contare solo su se stesso e a separarsi dal tutto come singola unità, ha addestrato la propria anima a non credere nell'aiuto degli altri, a non credere negli uomini e nell'umanità, egli trema soltanto al pensiero di poter perdere il proprio denaro e i privilegi che si è conquistato. Dappertutto, oggigiorno, la mente umana ha preso ad ignorare, con aria di scherno, che la vera sicurezza dell'individuo non risiede nello sforzo isolato e individuale, ma nell'universale solidarietà umana. Ma sarà inevitabile che venga la fine anche di questo terribile isolamento e che tutti insieme capiscano di essersi separati in maniera innaturale l'uno dall'altro. Sarà lo spirito del tempo e gli uomini si meraviglieranno di essere rimasti così a lungo fra le tenebre senza vedere la luce [...]"
I fratelli Karamazov
libro sesto